La Strafrancigena dei liguri apuani dalla Lunigiana a due passi dal mare… un grande spettacolo fatto di cultura e di emozioni!

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Percorso Via Francigena da Filetto ad Avenza

Muovi il primo passo sulla via per Roma. Non importa da dove parti, né conta essere grandi atleti. La Via Francigena è per tutti, ed è l’itinerario storico che dal nord dell’Europa portava alla città eterna. Mettiti in cammino e segui le orme dei pellegrini che già prima dell’anno Mille scendevano la penisola. Venivano dalle isole britanniche, dal Regno dei Franchi, dalle più lontane regioni dell’Impero. Passavano le Alpi al colle del Gran San Bernardo: attraverso il solco della val d’Aosta, si spalancavano per lorole porte del Bel Paese con le città cariche di storia e di arte.

Non correre e fermati spesso, ascolta il racconto della storia, visita le cripte, raccogliti in silenzio nelle navate ombrose delle chiese romaniche, scaldati al sole sul sagrato delle pievi. Sarai sorpreso dalla forza dei tuoi passi: la Via Francigena è un’esperienza indimenticabile. È il viaggio della vita.


Filetto. Comune di Villafranca in Lunigiana (200 m)

Villafranca - Filetto (11)Caratteristico borgo medievale di fondovalle al cui interno si accede attraverso due imponenti portali in pietra del XVI secolo. Dalla via centrale che collega i due ingressi si arriva alla piazza, dove si trova la chiesa dedicata ai santi Filippo e Giacomo. Nei secoli VI e VII,  periodo delle lotta fra Bizantini e Longobardi, il borgo era cinto da mura e protetto da quattro torri con al centro la cappella del castrum, attualmente straordinaria piazza molto frequentata. Sul finire del XIV secolo fu saccheggiato e distrutto, fu ricostruito nel XV secolo. Filetto è famoso per le sue molteplici manifestazioni folcloristiche, in agosto con il Mercato Rionale il borgo si trasforma ridando visibilità al passato.

Virgoletta. Comune di Villafranca in Lunigiana (183 m)

Virgoletta_Logotel_STRADA-e93132b9c9Lungo il torrente Bagnone, sopra un modesto rilievo denominato “il colle del Vignale”, troviamo il borgo di Virgoletta le cui origini risalgono al XI secolo. Nasce come borgo cinto da mura al cui interno si accedeva attraverso un ponte levatoio, era protetto da un fossato. Fra il castello Malaspina e le chiese sovrapposte dei SS. Gervasio e Protasio vediamo un susseguirsi di case da costituire un vero borgo fortificato. Vicoli e cortili, case semplici con decorazioni importanti, come le riquadrature di porte e finestre con bozze in arenaria risalenti al XVII-XVIII secolo spesso finemente lavorate, rendono piacevole la visita. Si accede al borgo attraverso l’antica porta delle mura. Alcune maestà marmoree del seicento impreziosiscono questo antico feudo rurale.

Terrarossa. Comune di Licciana Nardi (75 m)

terrarossaUn ampio centro urbano lungo la statale Pontremoli-Aulla, la cui “opera architettonica” più importante è il castello residenziale dei Malaspina. La costruzione risale al XVI secolo commissionata dal Marchese Federico Malaspina. Il toponimo Terrarossa viene acquisito nel tempo dopo che fu abbandonata la vecchia fortificazione situata sopra un colle alla confluenza tra il torrente Civiglia e il fiume Magra. Nel XII secolo inizia a svilupparsi lungo la via Francigena con il nome Borgonuovo e solo successivamente prenderà il nome Terrarossa, nome derivato dall’antica fortificazione. Ciò che resta della fortificazione è stato inglobato in un edificio di civile abitazione in località denominata Castelletto.

Aulla. Comune (64 m)

aullaAulla fu duramente colpita dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ciò che oggi si nota passando sono i segni di una moderna ristrutturazione iniziata nell’immediato dopoguerra. Fu un importante centro lungo la via Francigena, nel celebre diario di viaggio redatto da Sigerico è ricordata come la XXX stazione per i pellegrini provenienti da Roma, lo stesso Sigerico vi soggiornò. Le origini di Aulla risalgono al IX secolo quando il Marchese di Toscana, Adalberto, fece costruire la primitiva chiesa alla confluenza di due fiumi, la Magra e l’Aulella, intitolandola a Santa Maria e ai Santi che verranno custoditi (G. Pistarino). Nel 1180 l’abazia fu dedicata a San Caprasio e in essa vi sono custodite, all’interno di una teca di vetro, le spoglie del Santo. Scavi archeologici all’interno dell’edificio, iniziati nel 2001, hanno riportato alla luce la monumentale tomba di San Caprasio, al cui interno venne trovato un reliquario in stucco contenente i resti del Santo. Durante gli scavi emersero anche i vecchi absidi della primitiva chiesa risalenti tra il IX e X secolo. A dominare dall’alto di una collina il moderno centro abitato è l’imperiosa fortezza della Brunella, il cui nome deriva dal colore scuro delle pietre con cui è stata costruita, le origini risalgono al XV secolo.

Bibola. Comune di Aulla (376 m)

bibolaSopra un colle dominate la valle del Magra si trova Bibola, uno tra i più caratteristici borghi della Lunigiana meridionale. A controllo dei traffici commerciali lungo la via Francigena scorgiamo, alla sommità del borgo, i ruderi di un antico castello le cui origini risalgono al XII-XIII secolo. Fu di proprietà dei vescovi di Luni, passò, successivamente, ai Malaspina. Nei pressi del castello si trova la chiesa dedicata a San Bartolomeo, le cui origini risalgono al XI secolo citata in una bolla di papa Onofrio II. Il fascino di Bibola, oltre che alla sua millenaria storia, è dovuto anche ai pregevoli manufatti con elementi decorativi che si incontrano durante la sua visita: portali in pietra arenaria, colonne del XV secolo con capitello e stemmi; interessante quello che simboleggia il TAU, scolpito su l’architrave di un portale in pietra, il cui simbolo rappresenta l’ordine cavalleresco degli ospitalieri di Altopascio.

Vecchietto. Comune di Aulla (267 m)

vecchiettoAlcuni storici ipotizzano che questo villaggio potrebbe essere quello citato nel codice Pelavicino in un documento del 1233, nel quale sono descritti i confini di Ponzanello: a Serra de Vecheto…ad Serram Vecheti. Altre fonti, invece, sostengono che tale dicitura si riferisce alla località Vecchieda, nei pressi della fortezza di Ponzanello. La tradizione popolare accomuna le origini di Vecchietto ad un leggenda in cui si narra che un “vecchietto”, stanco dei soprusi perpetrati dai marchesi di Bibola, scappò e si ritirò nei sottostanti terreni, dove costruì la prima capanna. La struttura urbana è tipica dei villaggi rurali, ampie aie e semplici abitazioni in pietra seguono il pendio del monte, portali in arenaria e alcune maestà in marmo impreziosiscono l’abitato. All’ingresso del paese è situata la chiesa dedicata a San Bartolomeo la cui costruzione risale prima del XVI secolo.

Ponzano superiore. Comune di Santo Stefano Magra(303 m)

4387227MasterPonzano è appoggiato su un contrafforte del monte Grosso, con vista panoramica su tutta la pianura. Al vertice del borgo fu edificata l’antica chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, le cui origini risalgono al XIII secolo come cappella dipendente dalla pieve di Santo Stefano, fu ricostruita nel XVI secolo. Interessante lo stemma che si trova lungo la scalinata che conduce all’edificio religioso che rappresenta, in un  bassorilievo del 1541, San Giorgio a cavallo che uccide il drago. Fu posto a ricordo del passaggio di Ponzano al Banco San Giorgio. In contrapposizione a questo stemma un altro bassorilievo, sempre in marmo, reca la data 1495 raffigurante una corona e tre gigli, unico segno rimasto della signoria di re Carlo VIII. La prima citazione che riguarda Ponzano risale all’anno 986 in un contratto di affitto per la cessione di alcune terra tra un certo Ademando e il vescovo di Luni Gotifredo.

“Castello della Brina” (250 m)

BRINAScendendo da Ponzano, e prima di arrivare al borgo di Falcinello, una strada sterrata sulla destra inizia a scendere inoltrandosi in un fitto bosco conducendo al sito di ciò che rimane dell’antico castello della Brina. Le origini di questo castello risalgono al XI secolo, ma è probabile che fu eretto su vestigia più remote risalenti all’epoca longobarda e le prime strutture fossero in legno. Per la sua importanza strategica fu oggetto di aspre contese tra i Malaspina e i vescovi di Luni, infatti, controllava una variante della via Francigena. Il castello venne completamente devastato nel 1368 e successivamente acquistato dalla famiglia dei Campofregoso che in parte lo cedette a Falcinello. Il suo completo abbandono avvenne nel 1540 quando il Banco San Giorgio, acquistando queste terre, creò un nuovo sistema viario lasciando la fortezza in uno stato di isolamento. Nell’area del castello esisteva un piccolo villaggio con chiesa dedicata a San Biagio, documentata nel codice Pelavicino nell’anno 1273. Recentemente il sito è stato valorizzato dalla sovrintendenza ai beni culturali di Genova, università di Pisa, Comune di Sarzana e Santo Stefano Magra.  Durante gli scavi sono state riportate alla luce numerose tracce appartenenti all’antico castello.

Sarzana. Comune (30 m)

SARZANAPosta all’imbocco della val di Magra e lambita dal torrente Calcandola; una cittadina che più di ogni altra porta impresse nelle tradizioni e nella cultura l’eredità dell’antica Luni. La definitiva decadenza di Luni venne sancita tra il comune di Sarzana e il vescovo Gualtiero nel 1204, con il successivo trasferimento della sede vescovile. La chiesa più importante di Sarzana è quella di Santa Maria Assunta, elevata a cattedrale nel 1465 della diocesi Luni-Sarzana con bolla del pontefice Paolo II. Tra i suoi pregiati arredi spicca il gruppo scultoreo della cappella del Preziosissimo Sangue. Sul lato orientale di Sarzana si trova la cittadella di Firmafede, così chiamata dai pisani che la costruirono nel 1249. Una possente fortezza cinta da mura che nel corso dei secoli ha subito trasformazioni da parte di fiorentini e genovesi. In località Sarzanello si trova la compatta struttura militare di forma triangolale i cui vertici sono uniti da massicce torri e protetta da un largo fossato. Fu costruita sulle vestigia di un antico castello e modificata nel corso del tempo con vari rifacimenti operati dalle facoltose famiglie del tempo. Al centro della struttura si trova il mastio, la torre principale della fortezza.

Castelnuovo Magra. Comune (190 m)

CASTELNUOVO MAGRALa via Francigena, in questo caso,  non passa per il borgo di Castelnuovo Magra, ma dalla sua periferia che si estende lungo un tratto di pianura sottostante. La prima cosa che si nota guardando il borgo è la vaga somiglianza ad un grande vascello, con le due torri poste all’estremità che tanto assomigliano a due alberi maestri. Una è la Turris Magna che faceva parte del castello edificato nel 1274 per volontà di Enrico da Fucecchio, vescovo e conte di Luni, su un precedente “Castrum Novum” del XI secolo. L’altra torre è il campanile della chiesa di Santa Maria Maddalena al cui interno si trova un importante dipinto del pittore fiammingo Brueghel il “giovane” raffigurante il Calvario. Un momento importante della storia di questo paese è legato alla presenza di Dante Alighieri, ospite in Lunigiana di Francesco Malaspina di Mulazzo. La notte tra il 6 e 7 ottobre 1306 il poeta fu intermediario di pace tra il vescovo di Luni Antonio da Camilla e Francesco Malaspina. Con questo atto venne sancita la definitiva caduta del dominio ecclesiastico in Lunigiana, ponendo fine ad una lunga serie di conflitti tra i vescovi di Luni e i marchesi Malaspina.

“Luni antica città romana”

MINOLTA DIGITAL CAMERALuni fu costruita dai romani nel 177 a.C., dopo aver sconfitto, in numerose guerre, il fiero popolo dei Liguri-Apuani, che queste terre abitava. La città divenne fiorente grazie alla vicinanza del mare, importante sbocco per il commercio ai marmi delle Apuane, ma anche a un sapiente sfruttamento delle risorse agricole e forestali, quindi produzione di olio, vini e legnami coltivati nelle sovrastanti colline. La sua decadenza cominciò nel III secolo d.C., la sua fine nel 643 quando il re longobardo Rotari la conquistò, abbattendone le splendide mura. La vita per i residenti divenne impossibile a causa delle frequenti incursioni dei pirati Saraceni, delle alluvioni e della malaria. Luni venne abbandonata già nell’XI secolo, la popolazione si trasferì sulle più sicure e salubri colline, fondando alcuni degli splendidi borghi che ancora oggi ci riempiono di stupore e meraviglia.

Avenza. Comune di Carrara (15m)

torre castruccio avenzaModerno centro abitato della cui antica storia molto è andato perduto nel corso del tempo. A testimonianza resta il rudere della torre e la casa castellana. La fortificazione con scopi militari fu fatta costruire da Castruccio Castracani nel XIV secolo, ampliando e rafforzando un più antico castrum denominato “Castrum Aventia”. Lo scopo di questa fortificazione era di controllo sia per i traffici commerciali che avvenivano lungo la via Francigena, che di presidio militare contro le invasioni via mare. Ciò che attualmente rimane della possente struttura sono i resti parziali di una delle quattro torri che troneggiavano a dominio del borgo murato. L’assurda vicenda di come si sia potuto arrivare a tale distruzione è ben raccontata nel libro di Pietro di Pierro (il castello di Avenza sulla via Francigena). La fortezza fu venduta dallo stato ad alcuni privati nel 1886 per duemila lire, e letteralmente smontata per recuperare le pietre da utilizzare per la costruzione di nuovi quartieri di Avenza e Marina. A fermare lo scempio fu un uomo di cultura tedesco, Theodore Mommsen, casualmente di passaggio. Lo stato, dunque, la vendette per duemila lire intera, e la ricomprò al prezzo di Seimila lire semidistrutta. Interessante per i suoi pregevoli arredi è la chiesa dedicata a San Pietro.

© 2018 del testo di Guglielmo Bogazzi & Pietro Marchini per la Strafrancigena dei liguri apuani.


Coloro che volessero approfondire l’argomento riguardante i borghi delle Alpi Apuane possono farlo contattando direttamente la casa editrice Pacini di Pisa. I libri consultati fanno parte di una collana di quattro volumi dal titolo: borghi paesi e valli delle Alpi Apuane origini e storia tra la valle del Magra e la Valle del Serchio.

www.pacinieditore.it/borghi-paesi-e-valli-delle-alpi-apuane-vol-i/


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